Adagiata sui ripidi pendii di Orselina, la casa si fa scultura di cemento facciavista che dialoga con la memoria dei vecchi muri in pietra, assecondando la terra per ridurvi l’impronta.

I livelli interni assecondano le curve del terreno e si elevano verso la luce, svelando stanze private che guardano al Lago Maggiore prima di aprirsi, più in alto, in un intimo cortile con piscina.

Sospesa tra roccia e cielo, una grande pensilina-tetto incornicia lo spettacolo del panorama, mentre l’architettura si fa guscio sostenibile e geometrico perfettamente integrato nel paesaggio.

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